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Riqualificazione energetica e urbana tra le priorità di Bankitalia per la ripresa

Informazioni aggiuntive

  • Il governatore Ignazio Visco chiede incentivi per stimolare gli investimenti privati sul rinnovo del patrimonio edilizio esistente
Riqualificazione energetica e urbana tra le priorità di Bankitalia per la ripresa
03 06 2016

Investire sulla riqualificazione del patrimonio edilizio e la messa in sicurezza del territorio per rilanciare l’economia. A chiederlo non sono state associazioni di imprese o di ambientalisti, ma il governatore della Banca d’Italia,Ignazio Visco, durante la consueta relazione annuale di fine maggio.
 

Riqualificazione degli edifici esistenti e rilancio economico

Al centro dell’intervento del governatore Visco ci sono state le iniziative già intraprese e le strategie future per la ripresa, in cui il comparto edile ha sempre giocato un ruolo fondamentale. E nelle chiavi per far ripartire l’edilizia a pieno regime secondo Visco non ci sono le muove costruzioni, ma gli interventi sugli edifici esistenti e il risanamento idrogeologico.
 
Nelle sue considerazioni finali Visco ha infatti affermato che “un rilancio degli investimenti in costruzioni, indirizzato soprattutto alla ristrutturazione del patrimonio esistente, alla valorizzazione delle strutture pubbliche e alla prevenzione dei rischi idrogeologici, avrebbe effetti importanti sull’occupazione e sull’attività economica”.
 
Il governatore di Bankitalia è intervenuto anche sul tema del consumo di suolo e dell’efficienza energetica su cui, a suo avviso, si potrebbe fare di più. “Nel nostro paese – ha sottolineato Visco – è elevata la quota di territorio destinata a urbanizzazione, ma è ampia la presenza di immobili e infrastrutture degradati, così come modesti sono i progressi sinora conseguiti nella tutela dell’ambiente e nell’efficienza energetica”.
 
Se la riqualificazione degli edifici esistenti è auspicabile non solo per la riduzione dell’inquinamento a livello globale, ma anche per il risparmio in bolletta, è anche vero che gli investimenti dei privati vanno incentivati con norme specifiche. Secondo Visco, infatti, “l’ammodernamento del patrimonio urbanistico passa anche attraverso iniziative legislative, che puntino a un più efficace raccordo tra il quadro normativo nazionale e quello locale e alla creazione di condizioni più favorevoli per gli investimenti di operatori privati. La sua realizzazione richiede una condivisione diffusa, al pari di quella necessaria per preservare e valorizzare la straordinaria ricchezza naturale e artistica di cui l’Italia è dotata”.
 

Riqualificazione degli edifici e nuova edilizia

L’on. Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, ha espresso soddisfazione per l’intervento del governatore Visco. “Mai con tanta nettezza il governatore di Bankitalia aveva indicato la strada della riqualificazione urbana, dell’efficienza energetica e della manutenzione del territorio come una chiave per rilanciare il Paese”, ha commentato Realacci dalla sua pagina Facebook.
 
A detta di Realacci, le proposte di Visco seguono la scia di quanto fatto finora con l’Ecobonus e le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni. Ma non solo, perché saranno uno stimolo per la rapida approvazione in via definitiva della legge sul consumo di suolo che punta alla riqualificazione e rigenerazione urbana.
 
La legge sul consumo di suolo, lo ricordiamo, prevede di azzerare l’utilizzo di aree inedificate entro il 2050 e si propone anche di tutelare le aree agricole, incentivare la rigenerazione urbana attraverso regimi fiscali di vantaggio, semplificare le procedure per gli interventi di riqualificazione e favorire l’efficienza energetica del costruito attraverso demolizioni e ricostruzioni.
 
Secondo Realacci, le parole di Visco aprono la strada ad una nuova edilizia basata sulla qualità e la sicurezza del territorio attraverso l’incentivo agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
 
“Mi auguro – ha concluso Realacci - che le sue parole aiutino scelte lungimiranti e coraggiose che è necessario fare anche in Legge di Stabilità su questi fronti. Del resto già nel 2014 il credito di imposta per ristrutturazioni e risparmio energetico ha rappresentato una straordinaria misura anticiclica: ha prodotto 28,5 miliardi di eurodi investimenti e 425mila posti di lavoro fra diretti e indotto, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie.
 

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