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Rinnovabili non fotovoltaiche, pubblicato il decreto con i nuovi incentivi

Informazioni aggiuntive

  • Entro il 20 agosto i bandi GSE per l’iscrizione al registro e per le procedure d’asta
Rinnovabili non fotovoltaiche, pubblicato il decreto con i nuovi incentivi
30 06 2016

È stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto che disciplina gli incentivi per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico.
 
Si tratta del DM 23 giugno 2016 che il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha firmato la scorsa settimana, in occasione della presentazione a Palazzo Chigi del pacchetto #energienove da 9 miliardi di euro in 20 anni per le rinnovabili.
 

Gli incentivi per le rinnovabili non fotovoltaiche

Il decreto per le rinnovabili diverse dal fotovoltaico metterà a disposizione, a regime, 435 milioni di euro all’anno a favore dei nuovi impianti che verranno selezionati nel 2016. Il periodo di incentivazione avrà durata di 20 anni (25 per il solare termodinamico).
 
I nuovi incentivi verranno erogati entro il tetto di 5,8 miliardi di euro annui previsto per le energie rinnovabili diverse dal fotovoltaico, e comunque cesseranno entro il 31 dicembre 2016.

Il Decreto garantisce incentivi specifici per ciascuna fonte. In particolare, alle tecnologie “mature” più efficienti (come l’eolico) viene assegnata circa la metà delle risorse disponibili. La restante parte è equamente distribuita tra le tecnologie ad alto potenziale, con forti prospettive di sviluppo e penetrazione sui mercati esteri (come il solare termodinamico), e alle fonti biologiche il cui utilizzo è connesso alle potenzialità dell’economia circolare. 

Complessivamente, il settore con uno stanziamento di incentivi maggiori sarà quello delle biomasse, con 105 milioni di euro per la valorizzazione energetica di scarti e dei residui dell’agricoltura. Il solare termodinamico potrà contare su 98 milioni di euro per lo sviluppo di tecnologie innovative, l’eolico conterà su 85 milioni per l'on-shore e su 10 milioni per l'off-shore. All'idroelettrico andranno 61 milioni di euro, al geotermico 37 milioni.
 
29 milioni di euro, invece, saranno messi a disposizione dei “rifacimenti”, ovvero saranno utilizzati per incentivare le bonifiche e le riqualificazioni di vecchie centrali con l’obiettivo del mantenimento in efficienza della potenza (eolica e idrica, soprattutto) esistente, a costi contenuti e con un miglioramento dell’efficienza impiantistica, senza nuovi impatti ambientali.
 

Entro il 20 agosto i bandi del GSE

Gli incentivi verranno assegnati attraverso procedure di aste al ribasso differenziate per tecnologia per gli impianti di grandi dimensioni (>5 MW), mentre gli impianti inferiori a tale soglia dovranno chiedere l’iscrizione ad appositi registri. Entro il 20 agosto 2016 il GSE pubblicherà i bandi per l’iscrizione al registro e per le procedure d’asta. Per l’iscrizione al registro si potranno presentare le domande entro fine ottobre 2016; per la partecipazione alle aste al ribasso entro fine novembre 2016.
 

L’iter del decreto per le rinnovabili non fotovoltaiche

Il Decreto ha avuto una storia lunga oltre un anno: annunciato nel maggio 2015 dall’allora Ministro Federica Guidi, era subito stato criticato dai produttori di energia rinnovabile e dalle associazioni ambientaliste perchéavrebbe “ridotto gli incentivi, fatto regali generosi agli inceneritori’ e‘bloccato il settore delle rinnovabili’.
 
Ciononostante, a settembre 2015 il decreto ha incassato il primo via libera del Ministero dello Sviluppo economico. A novembre 2015 la Conferenza Unificata ha promosso il testo, con un nuovo metodo di calcolo, che mantenendo fermo il tetto di 5,8 miliardi di euro all’anno, fa retrocedere il contatore, consentendo l’accesso ad altri investitori che hanno realizzato impianti alimentati da energie rinnovabili, mettendo in pratica a disposizione 800 milioni di euro in più.
 
A questo punto la strada per la Gazzetta Ufficiale sembrava spianata, ma il Governo italiano non aveva fatto i conti con la Commissione Europea che, dopo aver attentamente verificato la compatibilità del decreto con le linee guida sugli aiuti di Stato in materia di energia e ambiente, ha dato il via libera solo nell’aprile 2016. Il decreto, firmato dal Ministro Calenda il 24 giugno e pubblicato in Gazzetta ieri, è dunque pronto per diventareoperativo.

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