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Rigenerazione urbana, presentato il Manifesto per la rottamazione degli edifici

Informazioni aggiuntive

  • Architetti: innovare gli approcci alle politiche urbane. Costruttori: incentivare la sostituzione edilizia
Rigenerazione urbana, presentato il Manifesto per la rottamazione degli edifici
08 06 2016

Gli edifici, come gli elettrodomestici, non sono eterni e a fine vita vanno rottamati. Per farlo è necessario ripensare l’approccio urbano e varare norme in grado di favorire questa sostituzione periodica anziché ostacolarla come avviene adesso.
 
Se ne è parlato ieri nella Sala del Mappamondo della Camera al convegno “Manifesto per la rottamazione post bellica priva di qualità, riequilibrio delle aree urbane e il rilancio dell’economia” organizzato dalla Fondazione Sullo, cui hanno partecipato Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, Claudio De Albertis, presidente Ance, e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.
 
Secondo Giuseppe Cappochin, “non basta prendere definitivamente atto - come si è finalmente fatto - delle pessime condizioni del patrimonio abitativo del nostro Paese; del fatto che le periferie siano invivibili; che il 55% degli edifici italiani abbia oltre 40 anni di vita e che oltre il 35% dell’energia consumata in Italia sia destinata agli edifici”.
 
Dalla consapevolezza che 24 milioni di cittadini vivono in zone ad alto rischio sismico e 5 milioni e mezzo sono in pericolo per il rischio idrogeologico, secondo Cappochin deve nascere un nuovo approccio urbano basato sulla semplificazione delle norme. “Per trasformare veramente le nostre città – mette in guardia Cappochin - non bastano certamente le norme che prevedono la demolizione e la ricostruzione in classe “A” dei fabbricati” ma un’integrazione tra l’edilizia e le politiche urbane.
 
Cappochin dice quindi basta ai progetti improvvisati, ma ritiene necessaria una programmazione almeno ventennale coerente con una visione strategica del futuro della città e del territorio. Un punto di partenza a suo avviso potrebbe essere “Riuso”, il programma degli architetti italiani per la rigenerazione urbana sostenibile, che contiene anche elementi determinanti per superare le complessità burocratiche.
 
Come sottolineato dal presidente Ance, Claudio De Albertis, la rottamazione degli edifici è, oltre che un’occasione per migliorare la qualità urbana, soprattutto una chance di ripresa per il settore edile.
 
A detta degli edili, dopo investimenti rivelatisi fallimentari, come il Piano Città del 2012, con bonus fiscali e semplificazioni normative si potrebbe raggiungere l’obiettivo di riduzione del consumo di suolo e adeguamento del patrimonio edilizio esistente agli standard di efficienza energetica.

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