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Riconversione industriale, quando vecchie fabbriche rinascono a nuova vita

Informazioni aggiuntive

  • Trasformandosi in musei, spazi di coworking e centri commerciali, restituiscono dignità e prestigio alle aree in cui sono collocate
Riconversione industriale, quando vecchie fabbriche rinascono a nuova vita
11 04 2016

Edifici fatiscenti, che un tempo hanno fatto la storia dell’industria, ma che poi sono stati abbandonati, gettando nel degrado i quartieri in cui erano situati. Stabili che però, dopo progetti di riqualificazione, sono nati a nuova vita diventando musei, spazi di co-working o centri commerciali, migliorando anche le sorti degli ambienti circostanti. Che da periferie prive di valore sono diventati nuovi centri di aggregazione e tendenza.
 
Ecco una breve carrellata di esempi di riconversione industriale, a volte curati da prestigiosi studi di architettura.
 

Mumac a Binasco, Milano

Nel 2012 a Binasco, nella Città Metropolitana di Milano, lo Studio Arkispazio ha trasformato un edificio adibito a magazzino dei ricambi del Gruppo Cimbali, produttore di macchine da caffè per i bar.

In quella sede è nato il Mumac, museo delle macchine da caffè del gruppo. 
 

Museo – centrale Antonio Pitter a Malnisio, Pordenone

Era una centrale idroelettrica che, dopo la chiusura avvenuta nel 1988, è stata trasformata in Science Centre dove è possibile ripercorrerne la storia.

Nel 2006 è stato restaurato il fabbricato principale e inaugurato il museo.
 

Toolbox a Torino 

Il progetto di riconversione, realizzato dallo studio Caterina Tiazzoldi, ha interessato due edifici ex industriali di tre piani nel centro di Torino.


Si tratta dell’ex Fonderia Carlo Garrone, a ridosso della ferrovia, che è diventato uno spazio di coworking con ambienti dedicati alle aziende, ai professionisti e alle nuove generazioni di freelance. 
 

Impact Hub a Bari

È uno spazio di coworking situato nel quartiere fieristico di Bari.

Nei 1600 metri quadri sono presenti quattro  uffici semichiusi ricavati da vecchi container dismessi, sale riunioni e una sala eventi insonorizzata.

Università di Mulhouse, Francia

L’ex fonderia Sacm è stata trasformata in una sede universitaria, che ospita la facoltà di Scienze economiche, Sociali e Giuridiche, più una biblioteca, diversi archivi e centri d’arte.

L’edifico era in stato di abbandono dagli anni ’80.
 

Centrale idroelettrica di Fies, Trento

La centrale è ancora parzialmente funzionante, ma è diventata anche un centro di produzione delle arti performative e luogo di sperimentazione e creazione di nuovi scenari culturali.

Svolge anche la funzione di incubatore di imprese culturali.
 

Centro fieristico le Ciminiere a Catania

Il complesso polifunzionale è stato ricavato dalla riconversione di alcune parti dell’insieme di edifici industriali per la raffinazione dello zolfo estratto dalle miniere siciliane.

Il complesso, abbandonato negli anni ’60, è stato oggetto di un programma di recupero finanziato dalla Provincia di Catania. Ora, oltre al centro fieristico, ospita il museo sullo sbarco in Sicilia del 1943, il museo del cinema, rappresentazioni teatrali e concerti.

 

Emscher Park nella Ruhr, Germania

Tra il 1989 ed 1999 tutto il bacino industriale della Ruhr è stato l'oggetto di un ampio lavoro di recupero.

Dopo il declino dell’industria siderurgica, tutta la zona  si presentava in uno stato di massimo degrado. Il programma, svolto in collaborazione tra il Land Renania-Westfalia, la Regione Emscher  e la società Iba Emscher Park, appositamente creata, ha recuperato e ripensato edifici industriali, strade e altre infrastrutture.
 

 

Manifaktura a Lodz, Polonia

Un altro esempio di riconversione che ha interessato non solo un edificio, ma un intero quartiere industriale, trasformato nel 2006, è il cwentro Manifaktura nel centro della Polonia.

Sull’area, dove sorgeva una fabbrica tessile, dotata di mulini e una serie di strutture collegate, ora ci sono centri commerciali, culturali e di intrattenimento con negozi, un cinema, un albergo e musei. 

In Italia l’attenzione ai programmi di riconversione degli edifici industriali è alta. Nei giorni scorsi è stato presentato il piano da 272 milioni di euro per il rilancio dell’ex area industriale di Bagnoli. Il piano prevede sia la bonifica del sito sia la realizzazione di una serie di infrastrutture.

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