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Le società di ingegneria restano fuori dal controllo degli Ordini

Informazioni aggiuntive

  • Per lavorare nel mercato privato non dovranno iscriversi all’Albo. Bocciati di nuovo gli emendamenti al ddl ‘Concorrenza’
Le società di ingegneria restano fuori dal controllo degli Ordini
10 06 2016

Le società di ingegneria continueranno ad operare nel mercato privato. Per farlo dovranno sottoscrivere un’assicurazione professionale, indicare i professionisti iscitti all'Albo che possono occuparsi dei contratti con i privati ed essere inserite in un elenco dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Non sarà invece necessaria l’iscrizione ad un Ordine professionale.
 
Sono stati nuovamente respinti tutti gli emendamenti al disegno di legge sulla concorrenza che miravano a introdurre l’obbligo di iscrizione all'Albo, caldeggiato dalla Rete delle professioni tecniche (RPT) e osteggiato dall'Oice (Associazione che rappresenta le organizzazioni italiane di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica).

Fin dalla presentazione del disegno di legge, l'acceso confronto tra RPT e Oice ha fatto da sfondo all'iter parlamentare della norma. A spuntarla è stata sempre l'Oice. Durante i vari passaggi parlamentari, l’ultimo dei quali nei giorni scorsi in Commissione Industria del Senato, RPT ha di nuovo tentato di modificare il testo, portando però a casa solo qualche soluzione di compromesso.
 

Società di ingegneria nel mercato privato

Tutto è iniziato per mettere ordine in un panorama normativo che si è stratificato negli anni creando incertezza. La Legge 1815/1939 consentiva l’attività professionale solo nella forma di studio tecnico.
 
La Legge “Merloni” prima e il Codice Appalti poi hanno introdotto la forma della ‘società di ingegneria’ per le attività di progettazione nel mercato pubblico
 
Successivamente, la Legge 266/1997 ha abrogato il limite di esercitare l’attività professionale solo nella forma di studio tecnico, ma non ha specificato come devono essere regolate le attività delle società di ingegneria nel mercato privato. Si è quindi creato un vuoto normativo che ha portato i rappresentanti dei professionisti a ritenere illegittimi i contratti stipulati dalle società di ingegneria con i privati.
 
Per risolvere la situazione il ddl “Concorrenza”, presentato all’inizio del 2015, ha quindi stabilito la validità dei contratti stipulati dall’11 agosto 1997 (data di entrata in vigore della Legge 266/1997).
 

Società di ingegneria, le condizioni per operare con i privati

A partire dalla presentazione del ddl “Concorrenza” i professionisti tecnici hanno sottolineato che non ci sarebbe stata parità di trattamento tra le Società tra Professionisti (STP), alle quali è imposta l’iscrizione all’Albo e il rispetto delle regole deontologiche, e le società di ingegneria, che sono invece libere da questi obblighi.
 
Durante l’esame del testo in Parlamento, RPT si è fatta promotrice di una serie di emendamenti volti a introdurre l’obbligo di iscrizione all’Albo anche per le società di ingegneria.
 
Alla fine del 2015, dopo un’apertura iniziale alle richieste di RPT, la Camera ha stabilito che per assumere commesse dai privati alle società di ingegneria basterà sottoscrivere una polizza professionale. Le società dovranno inoltre garantire che leattività inerenti ai contratti con i privati siano svolte da professionisti iscritti all’Albo, di cui sarà obbligatorio indicare il nominativo. Per consentire la massima trasparenza, l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) pubblicherà sul proprio sito internet l’elenco delle società che rispettano tutti questi requisiti.
 
Questi obblighi si applicheranno ai contratti che le società di ingegneria stipuleranno a partire dall’entrata in vigore della legge sulla concorrenza, mentre è stata ribadita la validità di quelli già esistenti.  
 
Nei giorni scorsi, durante l’esame del ddl in Commissione Industria al Senato, è stato ripresentato un blocco di emendamenti volti a limitare l’attività delle società di ingegneria. Le proposte sono state nuovamente respinte. Le condizioni per operare nel mercato privato restano quindi quelle stabilite dalla Camera.

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