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Le opere realizzate da privati in cambio di ‘utilità’ vanno messe a gara

Informazioni aggiuntive

  • Parere Anac sul nuovo Codice Appalti: permessi di costruire e altre facilitazioni equivalgono ad un pagamento
Le opere realizzate da privati in cambio di ‘utilità’ vanno messe a gara
22 07 2016

Il nuovo Codice Appalti non è ancora entrato completamente a regime (mancano infatti i decreti attuativi) e già desta qualche dubbio interpretativo nelle applicazioni pratiche.
 
È il caso dell’articolo 20, che consente di non applicare il Codice, quindi di non bandire gare, quando a curare la realizzazione delle opere pubbliche sono i privati a loro spese. La formulazione dell'articolo è stata considerata troppo generica, tanto da non rendere chiari alle Amministrazioni i paletti della norma, cioè quando un'opera è realizzata a titolo gratuito.
 

Codice Appalti e opere senza gara

Su questa norma il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, aveva già espresso le sue perplessità in fase di approvazione del Codice Appalti. Riserve fondate dato che, a pochi mesi di distanza, ha dovuto chiarire cosa si intende per privato che realizza l’opera pubblica a sue spese.
 
Con la delibera 763/2016, Raffaele Cantone ha spiegato che se il privato, ad esempio un imprenditore, propone la realizzazione di un’opera e la realizza completamente a suo carico, non è necessario bandire nessuna gara.
 
Se, però, il privato chiede in cambio delle utilità, la realizzazione dell’opera non può essere più considerata a titolo gratuito e deve quindi essere bandita una gara d’appalto.
 

Codice Appalti e opere senza gara, il caso

La pronuncia dell’Anac segue la richiesta di parere avanzata dalla Regione Lombardia dopo che un imprenditore, promotore per la realizzazione di un centro commerciale, aveva proposto di realizzare a sue spese la viabilità speciale per il raggiungimento della struttura.
 
In cambio l’imprenditore aveva chiesto le autorizzazioni necessarie ad aprire il centro tra cui, in primis, il rilascio del permesso di costruire.
 
L’Anac ha bocciato questa proposta facendo notare che le autorizzazioni chieste in cambio dei lavori devono essere considerate una sorta di pagamento. Venendo quindi meno la realizzazione a titolo gratuito, i lavori devono essere affidati necessariamente con gara d’appalto. 

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