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L’edilizia 4.0 punta su rigenerazione e green economy

Informazioni aggiuntive

  • Ance Giovani propone incentivi per demolizioni e ricostruzioni connessi al miglioramento della classe energetica
L’edilizia 4.0 punta su rigenerazione e green economy
17 05 2016

Ripensare il paesaggio urbano promuovendo la rigenerazione del costruito (anche grazie a processi di demolizione e ricostruzione), la tutela dell’ambiente e l’economia circolare”.
 
Questi i temi chiave affrontati durante i lavori del XVII Convegno Giovani Imprenditori Edili, in cui si è parlato di “Edilizia 4.0”.
 

Edilizia 4.0: green economy e rigenerazione urbana

La Presidente dei Giovani Ance, Roberta Vitale, ha aperto i lavori evidenziando che il2016 potrebbe essere l’anno della svolta per il settore delle costruzioni. Il Centro Studi dell’Ance infatti prevede un aumento del 1% in termini reali degli investimenti in costruzioni, che interrompe il trend negativo in atto dal 2008.
 
Per la Vitale però questo non basta; “è necessario che il cambiamento di rotta dell’edilizia, passi per un nuovo approccio alle politiche del settore, partendo dalla presa di coscienza che la condizione del patrimonio abitativo è degradata, che le periferie sono spesso invivibili, che la vera “spending review” da fare è prima di tutto quella energetica e che la garanzia del nostro debito pubblico è il risparmio degli italiani, la cui metà è proprio in immobili” ha dichiarato la Presidente dei Giovani Ance.
 
La Vitale ha sottolineato che il comparto della riqualificazione degli immobili residenziali, che è giunto a rappresentare il 36,3% degli investimenti in costruzioni, ha mostrato in questi anni una tenuta dei livelli produttivi (+19,4%) grazie anche all’effetto di stimolo derivante dagli incentivi fiscali (55% e 65%) relativi agli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica.
 
“L’impresa deve essere protagonista nel processo di riqualificazione del territorio, facendosi promotore di un nuovo modo di costruire in “qualità”. È necessario stimolare un ripensamento del nostro paesaggio urbano, che integri i principi della green economy con quelli del benessere di chi fruisce quegli spazi” ha aggiunto la Vitale.
 
Anche il vicepresidente Andrea Bonifacio, ha dato grande spazio al tema della green economy, evidenziando che “il futuro dell’edilizia deve passare per un utilizzo più efficiente dei materiali che devono essere a chilometri zero, recuperabili e trasformabili”.
 

Edilizia 4.0: demolizioni-ricostruzioni ed efficienza energetica

Secondo i Giovani di Ance per innescare una profonda riqualificazione è necessario che gli interventi che oggi sono costosi e complicati diventino semplici nella fattibilità amministrativa, creando convenienze imprenditoriali per attrarre investimenti privati, attraverso nuovi incentivi fiscali.
 
Ance Giovani ha proposto una premialità per gli interventi nelle abitazioni che migliorino le prestazioni energetiche introducendo per ogni salto di una classe nella prestazione dell’edificio, un incremento premiale nella detrazione fiscale complessiva. Con lo stesso criterio premiale si dovrebbe prevedere l’incentivo per gli interventi di adeguamento antisismico applicando gli incentivi in funzione della zona di rischio.
 
La Vitale ha anche evidenziato l’importanza di intervenire in modo sostanziale sulla rigenerazione del tessuto urbano. Ha infatti dichiarato: “In Italia edifici brutti e malconci delle periferie non vengono rottamati perché con le norme attuali è impossibile la sostituzione edilizia. Ovvero, per demolire e ricostruire un fabbricato devo prima chiedere un permesso di demolizione e poi chiederne un altro per nuova costruzione. In più, la volumetria realizzabile diminuisce del 30%, devo ripagare gli oneri di urbanizzazione (anche se sono stati già pagati all’epoca della prima costruzione) e quelli di costruzione”.
 
“Nessuno ha interesse a “rottamare” un edificio, ma si preferisce sempre operare con una ristrutturazione che, però, non garantisce un miglioramento sensibile dell’immobile, né in termici energetici, né da un punto di vista sismico. Eppure (come già avviene in altri paesi europei come la Francia, la Germania e l’Olanda, dove la sostituzione edilizia viene attuata normalmente) questo tipo di intervento potrebbe portare un ritorno importante nelle casse pubbliche, in termini di tasse e riduzione di costi sociali” ha continuato.
 
Per incentivare la sostituzione edilizia, secondo la presidente Ance Giovani, sarebbe necessario considerare la ricostruzione a seguito di demolizione, a parità di volume e superficie utile, non come nuova costruzione, pagando gli oneri solo sulla eventuale parte eccedente alla volumetria precedente, laddove realizzabile in virtù della normativa urbanistica vigente. Inoltre, si potrebbe rendere l’intervento di sostituzione edilizia realizzabile solo a patto che si costruisca un edificio in classe energetica A e con consumo di suolo pari o minore del precedente.
 

Edilizia 4.0 e l’uso del BIM

I Giovani Ance hanno anche evidenziato l’importanza di puntare sulla digitalizzazione dell’edilizia, grazie all’utilizzo del BIM, integrato con i sistemi di geolocalizzazione GIS, attraverso investimenti governativi che garantiscano Banda Larga e connettività su tutto il nostro territorio.
 
E’ necessaria inoltre una strategia di digitalizzazione non solo per le imprese, ma anche per le pubbliche amministrazioni fissando percorsi e roadmap di obblighi legislativi, che prevedano la formazione di tutti i soggetti coinvolti, soprattutto nella fase di prima diffusione dei nuovi strumenti e dei nuovi processi. 
 
A tirare le conclusioni il Presidente dell’Ance, Claudio De Albertis per il quale “stiamo assistendo a una vera rivoluzione nel settore che deve portare a una profonda innovazione del processo di costruzione e dei prodotti: bene fanno i Giovani a spingere in questa direzione”.

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