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Italia, Paese fondato sulle opere incompiute

Informazioni aggiuntive

  • Dalla Vela di Calatrava a Tor Vergata al nuovo Palazzo del Cinema di Venezia, sono più di 800 i cantieri fermi
Italia, Paese fondato sulle opere incompiute
15 02 2016

L’Italia è un Paese fondato sulle opere incompiute. Lo sa bene il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), che tiene un elencoaggiornato dei lavori iniziati e mai conclusi.
 
La causa principale è la mancanza di fondi. Le opere spesso vengono appaltate stimando un certo importo, ma in itinere spuntano fuori varianti o problematiche non previste che fanno impennare i costi.
 
Ci si trova quindi ad un bivio: trovare altri soldi o fermare il cantiere. I fatti parlano da soli, con più di ottocento opere di rilevanza statale e regionale mai concluse. Alcune anche da diversi anni.
 
Città dello sport di Tor Vergata
Meglio conosciuta come la “Vela di Calatrava”, la struttura doveva essere conclusa entro il 2009 per ospitare i mondiali di nuoto. Il piano per la città dello sport era strutturato a forma di quadrifoglio, composto da una coppia di palazzetti dello sport, uno per basket e pallavolo e l'altro per il nuoto, posti uno di fronte all'altro, e una coppia di laghi artificiali.

città dello sport di tor vergata
 
Il costo previsto per la realizzazione dell'opera era di 60 milioni di euro, che diventarono 120 dopo la gara d’appalto. Oggi il costo stimato è di 660 milioni di euro. Mancano però all’appello 406 milioni. Al momento è statorealizzato il 16,25% delle opere.
 
Nuovo Palazzo del Cinema e dei Congressi di Venezia Lido
Il concorso per la sua progettazione è stato bandito nel 2004 dalla Fondazione Biennale di Venezia. Erano state progettate quattro sale cinematografiche, una in superficie denominata "Il Sasso" e altre tre sotterranee. I lavori sono iniziati nel 2008 per essere completati nel 2011, in occasione del 150° anniversario dell'unità d'Italia.

nuovopalazzo del cinema e dei congressi di venezia lido
 
Qualcosa però è andato storto. Le proteste delle associazioni ambientaliste per l’abbattimento degli alberi nel piazzale del casinò e sul lungomare, il ritrovamento dell’amianto nel sottosuolo e diverse vicissitudini legali e giudiziarie, al posto dell’opera c’è un buco,  che potrebbe diventare un parco. Risultato: servono ancora 22 milioni di euro e l’opera è inservibile.
 
MAXXI, opere complementari nel parcheggio
Tra le incompiute spicca anche il MAXXI, Museo Internazionale delle Arti del XXI secolo, progettata da Zaha Hadid nel quartiere Flaminio di Roma.

MAXXI
 
In realtà l’edificio è già operativo e funzionante, perché ospita eventi, esposizioni e iniziative culturali. Ad essere incompleti sono i parcheggi interrati. Mancano infatti alcune opere complementari per circa 3,6 milioni di euro. Secondo il Ministero delle Infrastrutture, l’opera risulta fruibile (circa il 95% dei lavori è stato concluso) ma con un utilizzo ridimensionato.

Teatro Verdi di Ferrara
Chiuso dal 1985, il teatro doveva essere al centro di un progetto di recupero ideato nel 1992, finora costato più di 10 milioni di euro, ma mai partito realmente.

Teatro Verdi di Ferrara
 
L’avvio del cantiere ha provocato danni agli immobili vicini. È stato quindi necessario bloccare i lavori, affrontare molteplici cause giudiziarie e risarcire i cittadini danneggiati. Per una eventuale riconversione ad altri usi sarebbero necessari altri 15 milioni di euro.

Stazione marittima di Salerno
Progettata per conto del Comune di Salerno dall’archistar Zaha Hadid, i lavori sono iniziati nel 2005 grazie a 17 milioni di euro di finanziamenti europei POR e di 12 milioni di cofinanziamento regionale.

stazione marittima di salerno
 
Nonostante la struttura sia stata inaugurata, risultano incomplete le fondazioni e la copertura dell'edificio per una spesa di 900mila euro. È incerto poi a chi sarà affidata la gestione dopo la fine dei lavori.

Crescent di Salerno
L’opera progettata da Ricardo Bofill, composta da un edificio a mezzaluna e dalla riqualificazione di piazza della Libertà, è stata iniziata nel 2009 e doveva essere completata nel 2012.

crescent

Nel 2013 è stata sequestrata e i lavori si sono fermati nonostante una spesa di circa 38 milioni di euro. Il motivo è stato il crollo di alcune parti, che ha reso necessario il blocco per la messa in sicurezza, costata 10 milioni, e l’avvio di alcuni procedimenti giudiziari. Nei giorni scorsi sono stati tolti i sigilli e i lavori potranno ripartire.

Linea Ferroviaria Ferrandina – Matera
A sentirlo non ci si crede, ma Matera, che sarà Capitale Europea della Cultura nel 2019, non è collegata alla rete ferroviaria nazionale. L’unico accesso ferroviario è una linea a scartamento ridotto che la collega a Bari. La stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è a Ferandina, che dista circa 36 chilometri.

Linea Ferroviaria Ferrandina – Matera
 
Il completamento del collegamento con Ferrandina riaprirebbe l'antica opzione del collegamento con Napoli, ancora più importante dopo l'apertura della dorsale ad alta velocità per Roma e il nord Italia. Dopo la realizzazione della stazione, mancano ancora il completamento di una galleria, l'armamento, l'impianto dei sistemi di comando e controllo della circolazione e l'elettrificazione della linea.
A meno di tre anni dal momento in cui Matera diventerà capitale della cultura, è stato realizzato solo il 18% dei lavori. Per il resto ci vorrebbero altri 5 milioni di euro.

Ospedale Alba e Bra
I lavori per la realizzazione dell'ospedale, tra i comuni di Alba e Bra in Piemonte, sono iniziati più di dieci anni fa, spendendo 159 milioni. Al momento per il completamento ne mancano 42.

ospedale alba bra
 
Il motivo del rallentamento e dei costi aggiuntivi è la natura franosa del terreno, che secondo alcuni non doveva essere reso edificabile, e le necessarie opere di consolidamento e messa in sicurezza.

Teatro di Sciacca (Agrigento)
Il teatro è già costato 25 milioni di euro. A maggio del 2015, dopo l’inaugurazione a seguito dei lavori durati circa quarant’anni, la struttura è stata di nuovo chiusa.

teatro di sciacca

L’opera deve essere ultimata e bisogna trovare i fondi per la gestione. Diversamente, non sarà fruibile.

Porto di Ancona
L’ammodernamento del Porto di Ancona, con la costruzione di una palazzina destinata ad uffici e magazzini presso la nuova darsena, risale agli anni ’90. Nel 1994 è stata effettuata la gara d’appalto per la costruzione della palazzina, la pavimentazione della banchina e del piazzale retrostante.

Porto di Ancona
 
Nel 1995 il Governo ha imposto il blocco di alcuni capitoli di spesa, tra cui quello riguardante le opere portuali di Ancona, che potrebbero però essere sbloccati su richiesta del ministero competente.

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