•  +39 0961 34991  
  •   Info@appaltiegaranzie.it

News

Normativa

Ad un anno dall’introduzione del leasing abitativo emerge...

Normativa

Il direttore dei lavori è responsabile a metà...

Edilizia

Abbiamo già più volte parlato di vizi, difformità e...

Edilizia

Negli ultimi mesi, a causa degli eventi sismici...

Professione

I professionisti che appartengono a Ordini o Albi...

Lavori Pubblici

Resta in vigore l’obbligo di pubblicare i bandi...

Lavori Pubblici

 Tre milioni e mezzo di euro per indagini...

Professione

Ridotti a 60 i Crediti Formativi Professionali (CFP)...

Normativa

È stato fissato per giovedì 2 febbraio il...



Ingegneri: ‘non è chiaro se il dipendente fa scattare l’Irap’

Informazioni aggiuntive

  • Il CNI chiede che la legge spieghi quando il collaboratore svolge mansioni generiche, senza interpellare ogni volta i giudici
Ingegneri: ‘non è chiaro se il dipendente fa scattare l’Irap’
14 06 2016

La normativa esistente non chiarisce quando un professionista è tenuto al pagamento dell’Irap, ma apre la strada a dubbi e contenziosi. È la posizione espressa dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), che con lacircolare 745/2016 ha analizzato le ultime pronunce della giurisprudenza sull’argomento.
 
Se da una parte, si legge nella circolare, è stato spiegato che l’Irap si paga se c’è autonoma organizzazione, ma soprattutto che la presenza di un dipendente con mansioni generiche non fa scattare l’imposta, non è ancora ben chiaro quale sia il confine tra i compiti generici e quelli più qualificati, che invece possono determinare l’imposizione.
 

Professionisti e Irap

Al centro del dibattito, che spesso vede contrapposti professionisti e Fisco, c’è  l’interpretazione dell’articolo 2 del D.lgs. 446/1997 istitutivo dell’Irap. Il decreto stabilisce che debba essere pagata l’Irap se si esercita in modo abituale un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione e allo scambio di beni o alla prestazione di servizi.
 
Secondo il CNI interpretare in modo corretto cosa si intenda per autonoma organizzazione non è agevole, tanto che negli anni i giudici sono arrivati a conclusioni talvolta discordanti.
 
La Cassazione nel 2007 ha affermato che l’autonoma organizzazione richiede l’impiego di lavoro altrui in modo da potenziare l’attività intellettuale del singolo. Nello stesso anno i giudici hanno specificato che la struttura organizzativa esterna deve creare valore aggiunto.
 
Passando ad esempi più concreti, la Cassazione ha spiegato che il professionista deve essere responsabile dell’organizzazione. Nel 2014 ha quindi deciso che il professionista con un solo dipendente dovesse pagare l’Irap. A distanza di pochi mesi, con un’inversione di rotta, i giudici hanno precisato che la presenza di un dipendente part-time non fa scattare l’Irap.
 
Le sezioni riunite della Cassazione hanno quindi tentato di dare un’interpretazione univoca alla questione e con la sentenza 9541/2016 del mese scorso hanno concluso che la presenza di dipendenti non determina automaticamente l’imposizione dell’Irap
 
Dare lavoro a un impiegato “con mansioni di segreteria o generiche omeramente esecutive” non determina la presenza di autonoma organizzazione e non implica quindi il pagamento dell’Irap. Questo perché, fa notare il CNI, il lavoro è stato assimilato ai beni strumentali, quindi c’è autonoma organizzazione e si paga l’Irap solo se l’impiego di questi fattori produttivi supera il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività.
 

CNI: poco chiare le norme sull’Irap

Anche se la sentenza è considerata un punto di svolta e un precedente capace di calare nella pratica concetti giuridici astratti, il CNI non la ritiene risolutiva perché ci sarà sempre bisogno di un giudice che accerti la presenza dell’autonoma organizzazione e verifichi numero di dipendenti e mansioni svolte.
 
Il problema ora, conclude il CNI, potrebbe spostarsi sulla corretta definizione di “mansioni meramente esecutive”. I professionisti non sono quindi al riparo da ricorsi e cause.

Letto 280 volte