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Infrastrutture strategiche: avanti solo con le opere utili

Informazioni aggiuntive

  • Il Rapporto presentato alla Camera dei Deputati indica 25 opere prioritarie, tra cui ferrovie e metropolitane
Infrastrutture strategiche: avanti solo con le opere utili
25 05 2016

Si riducono a 25 le opere prioritarie da portare a termine, si ridefiniscono i criteri degli interventi in base alla effettiva utilità e si avvia l'abbattimento dei costi di pari passo con una nuova attenzione alla qualità dei progetti.
 
E' quanto emerge dal 10° Rapporto sulle Infrastrutture strategiche(predisposto dal Servizio studi della Camera e Cresme in collaborazione con Anac, Istat e Cassa Depositi e Prestiti) presentato ieri in Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera alla presenza del Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e del Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone.
 

Infrastrutture strategiche: stagione chiusa per la Legge Obiettivo

Il Rapporto monitora le ultime fasi della Legge Obiettivo, ormai abrogata dalnuovo Codice Appalti, e, in continuità con le precedenti edizioni, raccoglie i risultati del monitoraggio sull’attuazione del Programma delle infrastrutture strategiche al 31 marzo 2016.
 
Questo Rapporto negli anni passati aveva segnalato alcune questioni critiche della Legge Obiettivo, come l’aumento esponenziale del numero delle opere strategiche e dei costi, il bassissimo tasso di realizzazione e la mancanza di un indirizzo nelle politiche infrastrutturali, che sono state considerate nel nuovo Codice Appalti.
 
Come ha commentato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, “si chiude così la lunga stagione della legge Obiettivo da cui sono nate opere inutili e senza conti in regola. Con il nuovo corso sulle politiche per le infrastrutture e grazie al varo del nuovo Codice degli appalti, si cambia rotta: si riducono a 25 le opere prioritarie da portare a termine”.
 
Con il 10° Rapporto l’analisi si concentra sullo stato di attuazione delProgramma delle Infrastrutture Strategiche (PIS) formato dalle opere prioritarie, individuate dall’Allegato infrastrutture al DEF 2015, e dalle opere non prioritarie presenti nell’11° Allegato infrastrutture.
 
Il 32% del costo del PIS 2015, pari a 90,1 miliardi di euro, è relativo alle 25 opere prioritarie, che, sulla base delle indicazioni dell’Allegato al DEF 2016, dovrebbero confluire nel primo Documento pluriennale di pianificazione (DPP).  Il restante 68%, pari a 188,8 miliardi di euro, è riconducibile a opere non prioritarie inserite nell’11° Allegato infrastrutture.
 

Opere strategiche: priorità alle infrastrutture su ferro

Il Rapporto evidenzia un nuovo corso rispetto al passato: nella definizione delle opere prioritarie viene data una forte priorità alle infrastrutture ferroviarie, che rappresentano il 46% degli investimenti, e alle metropolitane, cui va il 16,5% degli investimenti, mentre le opere stradali incidono per il 31,5%.
 
Le sei opere ferroviarie, del costo complessivo di 41,4 miliardi di euro, sono finalizzate al potenziamento del sistema ferroviario ad Alta Velocità/Alta Capacità per lo sviluppo dei corridoi europei TEN-T nelle regioni del Nord e del Mezzogiorno. “Le opere su ferro, dunque, non sono più ‘figlie di un dio minore’, ma si dimostrano strategiche a pieno titolo” - ha riferito Realacci.
 
Le opere prioritarie per il potenziamento del trasporto ferroviario metropolitano nelle grandi città sono otto ed hanno un costo complessivo di 14,9 miliardi di euro; 10,1 miliardi riguardano le reti metropolitane delle città di Milano, Roma e Napoli, dove risiedono più di 5 milioni di persone e 4,8 miliardi competono alle reti metropolitane delle città di Torino, Bologna, Firenze, Catania e Palermo, dove risiedono circa 2,7 milioni di abitanti.
 
Le dieci opere stradali, con un costo di 28,4 miliardi di euro, sono costituite da quattro tratte autostradali, localizzate al nord est e sei opere stradali localizzate nelle regioni del Centro (Grosseto-Siena e Quadrilatero Marche-Umbria) e del Mezzogiorno (A3 Salerno-Reggio Calabria, SS 106 Jonica Taranto-Reggio Calabria, SS 640 Agrigento-Caltanissetta e itinerario Sassari-Olbia).
 

Opere strategiche, manutenzione e riqualificazione

Un altro elemento di grande importanza evidenziato nel Rapporto consistenell’aumento del numero dei bandi di gara per le opere pubbliche e lo spostamento verso la manutenzione.
 
E’ degna di nota la rilevanza della manutenzione e della riqualificazionedel patrimonio pubblico che arriva a rappresentare il 74% del mercato (non superava il 47% tra il 2002 e il 2011) con conseguente aumento della dimensione degli appalti per la manutenzione e la gestione dei patrimoni pubblici.
 
Infine il report mette in luce che il processo di revisione, che sta interessando la programmazione e la realizzazione delle infrastrutture, si incrocia conl’esigenza della qualità e della centralità del progetto.

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