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Gli edifici ‘a effetto bomba’ che amplificano i danni delle calamità naturali

Informazioni aggiuntive

  • Esempi di cattiva gestione del territorio che aumentano i rischi per le persone che vivono nelle zone esposte a frane e alluvioni
Gli edifici ‘a effetto bomba’ che amplificano i danni delle calamità naturali
18 04 2016

Si trovano in aree a rischio idrogeologico elevato e ospitano attività pubbliche, come sedi istituzionali e centri commerciali. Sono gli edifici che Legambiente ha definito "a effetto bomba" perchè in caso di calamità naturale aumentano i danni e i rischi per le persone che li frequentano o che vivono nella zona.
 

Borgo Berga a Vicenza

Il complesso, realizzato nel 2000, si trova tra due fiumi e ospita il nuovo Tribunale, un centro commerciale e palazzi per uffici e residenze.

In base al piano di assetto idrogeologico (PAI), l’edificio è stato costruito al limite del corso del fiume, si trova in area a rischio e dovrebbe essere delocalizzato. Sull’area pende un’inchiesta della Magistratura.
 

Ex deposito nucleare a Saluggia, Vercelli

Nel paese, che si trova a ridosso di un affluente del Po, è presente un ex impianto nucleare, con annessi depositi di materiali radioattivi.

Un'intensa alluvione potrebbe quindi causarne la fuoriuscita.
 

Casa dello Studente di Reggio Calabria

A Reggio Calabria dagli anni ’50 si costruisce nelle aree di esondazione dei fiumi. Non è stata da meno nel 2000 la Casa dello Studente, un edificio da 400 alloggi che oggi è un’opera incompiuta.

Data la pericolosità idrogeologica medio alta dell’area è stata chiesta la sua demolizione.
 

Centro commerciale Megalò a Chieti

Il centro commerciale, uno dei più grandi d’Italia, è sorto a meno di 150 metri dall’argine del fiume in un’area classificata dal PAI come area a rischio idrogeologico medio alto.

Nel 2013 a causa di un’esondazione è stata firmata un’ordinanza di sgombero e il centro è rimasto chiuso qualche giorno con i piazzali per le auto allagati.
 

Segherie di Carrara

La città è bagnata dal torrente Carrione, sulle cui sponde sorgono molte segherie. Il piano strutturale prevede la delocalizzazione di quelle dismesse, mentre per quelle attive la ristrutturazione, la sostituzione edilizia o il cambio di destinazione d’uso.

Per ridurre il rischio sarebbe invece necessario allargare l’alveo del fiume ed eliminare molte costruzioni.
 

Isola Sacra a Fiumicino

Anche in quest’area, racchiusa tra due bocche della foce del fiume Tevere e classificata in area a rischio idrogeologico alto (R4), si trova un agglomerato di costruzioni realizzate in modo confuso e senza nessun piano di sviluppo. Si tratta di cantieri navali, circoli nautici e abitazioni non sempre in regola con le autorizzazioni.

Dal 2008 al 2015 l’isola si è più volte allagata dopo il verificarsi di eventi meteorici.
 

Edifici abusivi a Corigliano Calabro, Cosenza

Nell’area del Comune, situato in aree a rischio alto (R3) e molto alto (R4) una vasca di laminazione, cioè un’opera idraulica pubblica che dovrebbe avere la funzione di trattenere l’acqua in caso di piena, è stata trasformata abusivamente in agrumeto privato e vi è stato costruito un edificio privato in muratura.

Disagi e fenomeni di allagamenti sono diventati una consuetudine, per cui da tempo le associazioni amientaliste chiedono la demolizione degli edifici illegittimi e il ripristino della situazione preesistente.
 

Cinema e centro commerciale a Zumpano, Cosenza

La zona commerciale, che ospita anche un cinema multisala, è stata realizzata su aree a rischio alto (R3) e molto alto (R4), ai piedi di una scarpata nelle immediate vicinanze del fiume Crati e sotto una collina argillosa.

Nel 2010 e poi nel 2011 entrambe le strutture sono state danneggiate da due frane.
 

Zona artigianale di Genova

La zona artigianale si è sviluppata a partire dal 1900 in un’area a rischio idrogeologico medio-alto. Tutta la città ha subìto una sbagliata pianificazione urbanistica che ha sottratto lo spazio vitale dei corsi d’acqua con opere di tombamento, copertura e aumento degli argini.

Dagli anni ’70 ad oggi si sono verificate diverse alluvioni che hanno danneggiato o fatto chiudere diverse attività commerciali.

Scuola di Aulla, Massa Carrara
Situata in area a rischio idrogeologico alto (R4), la scuola è stata distrutta durante l’alluvione del 2011, che ha colpito anche altri edifici strategici, come la caserma dei Vigili del Fuoco e il Municipio.

 

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