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Gare di progettazione, l’opera non realizzata dimostra l’idoneità del professionista?

Informazioni aggiuntive

  • Tar Toscana: ‘sì, sempre’. Anac: ‘solo se il committente è un ente pubblico’
Gare di progettazione, l’opera non realizzata dimostra l’idoneità del professionista?
02 01 2017

I professionisti che intendono partecipare ad una gara pubblica di progettazione possono dimostrare i requisiti utilizzando gli incarichi svolti per committenti privati, anche se le opere non sono mai state realizzate. Lo ha affermato il Tar Toscana con la sentenza 1730/2016.
 
La sentenza ha risolto un caso avvenuto all’inizio del 2016, ma non esiste una posizione univoca sull’argomento. L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e un’altra parte della giurisprudenza sostengono il contrario, cioè che non fanno curriculum le opere progettate per un privato ma non realizzate.
 

Requisiti per la progettazione e opere realizzate

Il Tribunale Amministrativo ha esaminato il caso di una gara per la progettazione esecutiva e i lavori di costruzione di un edificio di edilizia residenziale pubblica di 88 alloggi. Il palazzo doveva possedere determinate caratteristiche: essere in cemento armato nei piani interrati e al piano terra e dotato di pannelli strutturali in legno XLAM negli altri 6 piani fuori terra.
 
Il bando richiedeva che il concorrente nei cinque anni precedenti avesse progettato un edificio analogo e che nel decennio prima della gara avesse svolto servizi di ingegneria e architettura per la redazione di progetto esecutivo relativi a lavori appartenenti, tra l’altro, alla categoria S04 (strutture o parti di strutture in muratura, legno, metallo), per un importo superiore a 2 milioni di euro.
 
Ad aggiudicarsi la gara era stato un ingegnere che aveva progettato opere analoghe per un privato. L’edificio, però, non era stato realizzato, quindi il secondo classificato aveva presentato ricorso sostenendo che in realtà il vincitore non avesse i requisiti di capacità tecnica richiesti.
 
I giudici hanno dato ragione al vincitore sostenendo che, ai sensi dell’articolo 263 del Dpr 207/2010 non è importante che l’opera progettata sia stata realizzata o meno (Il Dpr 207/2010 è stato abrogato dai decreti attuativi del nuovo Codice Appalti, ma dato che la gara è precedente è stato utilizzato come riferimento normativo).
 

Requisiti per la progettazione, cosa ne pensa l’Anac

Con un parere di precontenzioso rilasciato in estate (delibera 843/2016), l’Anac ha affermato che bisogna distinguere tra committenti pubblici e privati.
 
Secondo l’Autorità Auticorruzione, se la progettazione di un’opera, poi non realizzata, è stata commissionata da una Amministrazione pubblica, i servizi di ingegneria e architettura prestati possono essere utilizzati per provare la propria capacità tecnica.
 
Non vale la stessa cosa se il committente è un privato dato che, sostiene l’Anac, solo una Pubblica Amministrazione può certificare e garantire la corretta esecuzione della progettazione.
 
Sull’argomento, quindi, non esiste certezza normativa.

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