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Edifici incompatibili, legittimi i lavori di conservazione alternativi all’esproprio

Informazioni aggiuntive

  • La Corte Costituzionale salva la norma dello ‘Sblocca Italia’ perché non incide sul potere di pianificazione urbanistica dei Comuni
Edifici incompatibili, legittimi i lavori di conservazione alternativi all’esproprio
12 04 2016

Legittimi gli interventi di conservazione alternativi all’esproprio. Lo ha affermato la Corte Costituzionale, che con la sentenza 67/2016 ha bocciato il ricorso della Regione Puglia contro alcune norme del decreto “Sblocca Italia” (DL 133/2014 convertito nella Legge 164/2014).
 

Gli interventi di conservazione dello Sblocca Italia

Il Decreto Sblocca Italia introduce delle semplificazioni in materia di edilizia prevedendo che lo strumento urbanistico possa individuare gli edifici esistenti non più compatibili con la pianificazione. Per questi edifici il Comune può favorire, in alternativa all’espropriazione, la riqualificazione delle aree attraverso forme di compensazione. Il Decreto stabilisce inoltre che, fino all’adozione di questo piano da parte del Comune, i proprietari degli immobili possono eseguire tutti gli interventi conservativi necessari ad eccezione della demolizione e successiva ricostruzione non giustificata da ragioni di ordine statico o igienico sanitario.
 

Il ricorso della Regione Puglia

La Regione Puglia ha fatto ricorso contro questa norma lamentando la violazione delle competenze legislative delle Regioni e degli Enti locali in materia di governo del territorio.
 
A detta della Regione, inoltre, la norma può essere interpretata in due modi:
- che tutti gli interventi conservativi sugli immobili consentiti dalle norme esistenti fino all’adozione del piano sono dotati automaticamente di titolo abilitativo, tranne quelli di demolizione e ricostruzione;
- che gli interventi di demolizione e ricostruzione sono sempre vietati.
 

Corte Costituzionale: interventi di conservazione legittimi

La Corte Costituzionale ha bocciato le motivazioni della Regione Puglia affermando che i contenuti delle disposizioni dello blocca Italia rientrano nei meccanismi della perequazione urbanistica e hanno come obiettivo la ripresa del settore edile evitando il consumo di suolo.
 
Si tratta, secondo la Corte Costituzionale, di princìpi fondamentali della legislazione sul governo del territorio, che devono essere definiti dallo Stato.
 
La norma non incide invece, sottolineano i giudici, sul potere di pianificazione urbanistica dei Comuni. Sono loro, infatti, a individuare in concreto le aree su cui effettuare gli interventi di risanamento.

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