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Ecobonus 65%, Renovate Italy: ‘bene la proroga al 2019 ma occorre un nuovo modello’

Informazioni aggiuntive

  • Contributo a fondo perduto al posto della detrazione e fondi di garanzia per i finanziatori dei lavori nei condomìni
Ecobonus 65%, Renovate Italy: ‘bene la proroga al 2019 ma occorre un nuovo modello’
19 04 2016

Il Senato ha recentemente approvato una mozione promossa da diversi gruppi parlamentari che impegna il Governo a stabilizzare l’agevolazione del 65% nel triennio 2017-2019.
 
“Si tratta di una notizia positiva - ha commentato Renovate Italy(associazione che raccoglie numerose realtà imprenditoriali e no profit che promuovono attività e progetti per la riqualificazione energetica del patrimonio costruito) -, che finalmente distoglierà` l’attenzione dalla sola stabilita` dell’incentivo, e consentirà finalmente di concentrarsi sui veri problemi che impediscono la realizzazione diffusa della riqualificazione energetica profonda degli edifici, che sono altri e non sono mai stati affrontati”.
 
Infatti, rileva con soddisfazione Renovate Italy, “tutti i gruppi parlamentari si sono detti interessati ad approfondire rapidamente nelle Commissioni temi essenziali:
- il coinvolgimento della finanza e la soluzione del problema dell’incapienza fiscale (ricordato da Girotto, M5S);
- valutare meglio le misure che premiano l’efficienza energetica (De Petris, SEL e Gruppo Misto);
- concentrare l’attenzione sulla riduzione dei consumi di energia (Tomaselli, PD);
- la necessita` di una visione politica di lungo respiro, strutturata e che determini cambiamenti reali e definitivi, non solo economici (Piccoli, FI-PdL)”.
 

Renovate Italy: quanto sarà efficace la stabilizzazione?

Tutti i relatori delle mozioni - prosegue l’associazione - hanno ribadito che gli incentivi hanno dato un deciso impulso alla crescita economica e occupazionale, come evidenziato dal Report Cresme e Servizio Studi Camera dell’ottobre 2015. “La stabilizzazione annunciata dal rappresentante del Governo e` stata quindi salutata da tutti come uno strumento significativamente benefico per la crescita del PIL e per la creazione di nuova occupazione”. Nessuno pero` ha osservato - fa notare Renovate Italy - che la stabilizzazione, per tre anni, riguarda solo l’ecobonus (65%) e non anche l’incentivo per le attività` di ristrutturazione edilizia (attualmente agevolate al 50%, che nel 2017 torneranno stabilmente al 36%).
 
“Da un lato ciò e` positivo, perché´ concentra l’impegno dello Stato sulle attività di efficientamento energetico che, oltre ai vantaggi per i cittadini, producono benefici per l’ambiente, l’inquinamento, la sicurezza energetica, la bilancia commerciale e molti altri ancora”. Dall’altro, Renovate Italy osserva che gli investimenti in efficienza energetica attivati dall’ecobonusriguardano una piccola parte di tutti gli interventi interessati dai due strumenti di agevolazione (15% nel 2012, 13% nel 2013). “Quindi la portata della stabilizzazione deve essere ricondotta alla sua reale entità”.
 
Ma non è tutto. L’argomento principale addotto, anche dal Vice Ministro Enrico Morando, per giustificare la stabilizzazione dell’ecobonus e` che la sua validità annuale ostacola le decisioni di investimento. Secondo Renovate Italy, questo e` vero solo in minima parte. “Le statistiche - spiega - mostrano che la quasi totalità di interventi agevolati (97,2% in numero nel 2012, 98,4% nel 2013) riguardano la sostituzione di serramenti e caldaie e l’installazione di impianti solari per la produzione di acqua calda, cioèinterventi che non richiedono lunghi tempi di decisione.
 
Per questo tipo di interventi - afferma Renovate Italy - si può ipotizzare che, con l’attuale livello di incentivazione e con la presente congiuntura economica, si sia raggiunto un livello fisiologico che non sarà incrementato dalla stabilizzazione dell’incentivo”.
 
La parte residuale degli investimenti (1,6% in numero nel 2013) - continua l’associazione - ha riguardato gli interventi più complessi e impegnativiche, soprattutto in ambito condominiale, richiedono tempi lunghi per essere deliberati: isolamento degli involucri e altre attività integrate, che sono quelli che consentono di ottenere i massimi livelli di riduzione dei consumi. Si e` trattato nel 2012 dell’1,9% (in valore) di tutti gli investimenti agevolati, pari a 360 milioni di euro su un totale di 19 miliardi (valore degli interventi che hanno chiesto le detrazioni per ristrutturazioni e/o riqualificazioni energetiche). Nel 2013 il dato era addirittura in calo: 227 milioni su 28 miliardi, meno dell’1%.
 
Secondo Renovate Italy, la stabilizzazione potrà sicuramente agevolare l’incremento di questa piccolissima frazione degli investimenti agevolati, manon certo nella misura salvifica che molti si attendono.
 

Renovate Italy: ‘perchè gli investimenti non decollano?’

La riqualificazione profonda e diffusa del patrimonio immobiliare attraverso la realizzazione di interventi con elevata efficacia (quantità di energia risparmiata) ed efficienza (basso costo dell’energia risparmiata) produce - secondo Renovate Italy - una serie di importanti vantaggi che non si limitano alla funzione anticiclica ricordata dal Vice Ministro, ma si manifestano per:
l’economia (miglioramento della bilancia commerciale nazionale, costi stabilmente minori per il riscaldamento e la climatizzazione degli edifici);
- la società (creazione di decine di migliaia di posti di lavoro, lotta alla fuel poverty, miglioramento della qualità urbana);
- la sicurezza energetica (maggiore resilienza, minore dipendenza dalla fornitura di energia da paesi instabili o che finanziano il terrorismo);
l’ambiente (diminuzione delle emissioni inquinanti locali e climalteranti);
- le finanze pubbliche (minori costi per la sanita`, per i sussidi di disoccupazione, per la gestione degli edifici pubblici).
 
La stabilizzazione è solo uno dei problemi e, secondo Renovate Italy, nemmeno il più grave. “Uno strumento di incentivazione stabile che si attua attraverso detrazioni fiscali e` inutile se non vi si può accedere a causa diincapienza fiscale totale o parziale, presente o futura”.
 
A questo problema la Legge di Stabilita` 2016 ha risposto introducendo lacessione del credito per i condòmini incapienti, soluzione che - secondo Renovate Italy - trasferisce “il problema da chi commissiona gli interventi a chi li realizza, generando una grave carenza di liquidita` alle imprese, incrementando il costo degli interventi e intralciando ulteriormente le decisioni condominiali”. Questa soluzione - spiega l’associazione - è inutile se chi ne dovrebbe beneficiare non e` in grado di anticipare il capitale necessario per realizzare le opere”.
 
Inoltre - per l’associazione -, la cessione del credito è ostacolata dallaframmentazione della proprietà immobiliare (soprattutto in ambito urbano, dove prevalgono i condomini), a causa delle diverse condizioni reddituali, patrimoniali e anagrafiche dei proprietari, che rendono arduo l’incontro tra domanda e offerta di servizi finanziari, e particolarmente efficace la solidarietà dei debiti condominiali nello scoraggiare l’adozione di impegnative delibere di investimento.
 

Il nuovo modello di incentivazione proposto da Renovate Italy

Secondo Renovate Italy, è evidente che non e` sufficiente stabilizzare per tre anni un sistema di incentivazione che, per questo tipo di interventi, si e` mostrato del tutto fallimentare, ma e` altrettanto importante che esso diventi uno strumento più efficiente, efficace e appetibile.
 
Per raggiungere questo scopo e` necessario non solo mantenere un’adeguata intensità di contribuzione (in modo da lasciare a carico del proprietario solo il costo che potrà essere recuperato attraverso i minori consumi futuri), ma altresì che, almeno per gli interventi globali e sull’involucro opaco in grado di fornire elevati risultati:
- la detrazione fiscale sia trasformata in un vero contributo a fondo perduto, certo e bancabile (come il Conto Termico che, nella sua nuova versione, possiede le caratteristiche per essere efficace per la Pubblica Amministrazione), in modo da ridurre drasticamente la quota di investimento che deve essere anticipata dai proprietari o presa a prestito;
- sia prevista l’erogazione di contributi in conto interessi sulla parte di costo non coperta dall’incentivo, in modo da ridurre l’avversione all’indebitamento di lungo periodo;
- siano creati fondi di garanzia (nazionale e locali, grazie alla partecipazione delle banche del territorio) a tutela dei finanziatori e a copertura dei rischi di insolvenza connessi almeno agli interventi sulle parti comuni dei condomini, in modo da rimuovere la riluttanza degli investitori e minimizzare i costi finanziari.
 
È anche utile, al fine di aumentare l’appetibilità dello strumento incentivante:
- realizzare campagne nazionali di comunicazione sui benefici dell’efficienza energetica e delle Deep Renovation in particolare;
- favorire la diffusione di diagnosi energetiche solide e l’adozione di contratti di rendimento energetico a prestazione garantita;
- concedere l’IVA agevolata sui contratti di Servizio Energia stipulati dopo la realizzazione di interventi di riqualificazione profonde;
- introdurre un meccanismo di esazione delle rate di rimborso dei prestiti, commisurate al risparmio generato;
- consentire la rinegoziazione dei contratti di locazione per ripartire equamente costi e benefici dell’efficienza energetica;
- promuovere la creazione di agenzie locali per l’informazione e il supporto ai cittadini;
- stimolare i controlli sul territorio e la sensibilizzazione dei progettisti.
 

I vantaggi per il Sistema Paese

Tale sistema incentivante - secondo i proponenti - avrebbe la capacita` di superare l’inerzia dei proprietari, di attrarre gli investitori e di innescare quel processo virtuoso di trasformazione del patrimonio immobiliare di cui e` sistematicamente sostenuta l’esigenza. I benefici, vasti e articolati, che ne deriveranno riguardano l’intero Sistema Paese. È infatti assodato da molteplici studi internazionali, che l’efficienza energetica, in modo particolare gli interventi più profondi, conferisce benefici multipli al sistema economico all’interno del quale sono realizzati. Il valore economico dei benefici e` pari a quattro volte il costo degli interventi.
 
Quindi - conclude Renovate Italy - la domanda centrale non e` come trovare i fondi per investire nelle Deep Renovation, ma perchè la nostra economia dovrebbe continuare a soffrire i costi dovuti al non effettuare questi investimenti. Affinché questi benefici siano colti pienamente, e` necessariaun’azione pubblica espansiva, consistente, determinata e coerente.

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