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Codice Appalti, Anci: ‘no al progetto esecutivo per la manutenzione ordinaria’

Informazioni aggiuntive

  • I Comuni chiedono anche di eliminare i collaudi per i lavori di importo limitato
Codice Appalti, Anci: ‘no al progetto esecutivo per la manutenzione ordinaria’
22 11 2016

Escludere le manutenzioni ordinarie dall’obbligo di andare in gara col progetto esecutivo e i lavori di piccolo importo dalle norme sui collaudi. Sono le richieste per la modifica del Codice Appalti avanzate dal presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e sindaco di Bari, Antonio Decaro, durante il convegno organizzato a Roma da Cgil, Cisl e Uil.
 

Progettazione esecutiva nel Codice Appalti

Secondo i Comuni, “servirebbe evitare la progettazione esecutiva per la manutenzione ordinaria” perché in questo modo aumentano i tempi di esecuzione e si causano ritardi agli interventi. “Pensiamo ai rubinetti rotti nelle scuole o alle buche nelle strade – ha sottolineato il presidente Decaro - evenienze non individuabili a monte dalla progettazione esecutiva”.
 
Uno dei cavalli di battaglia del nuovo Codice Appalti, lo ricordiamo, è proprio quello di mandare in gara i progetti esecutivi invece che i progetti preliminari o definitivi, come accadeva in precedenza, proprio per evitare di incorrere in imprevisti e risparmiare tempo.
 
Secondo i Comuni, però, questa impostazione, se troppo rigida, può portare all’effetto contrario.
 

Collaudi e Codice Appalti

Sui Collaudi, l’Anci ha chiesto di “non prevederli per lavori di piccoli importo, lasciando la certificazione al certificato di regolare esecuzione”. Si tratta di una soluzione che, ha spiegato Decaro, semplificherebbe la vita ai piccoli Comuni in cui non ci sono le professionalità per effettuare i collaudi. In questi casi bisognerebbe affidarli all’esterno, con la conseguenza inevitabile di far lievitare i costi.
 
L’Anci ha affermato di condividere il percorso intrapreso con il nuovo Codice Appalti, ma ha affermato che per valorizzarlo bisogna risolvere le criticità, tra cui l’appesantimento delle procedure sotto i 40mila euro, la qualificazione delle Stazioni appaltanti e la mancanza di un decreto sui livelli di progettazione.

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