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CNI: ‘un equo compenso è l’espressione della dignità dell’ingegnere’

Informazioni aggiuntive

  • Le proposte in vista del Congresso: parametri minimi fissati per decreto e nuovo ruolo degli Ordini professionali
CNI: ‘un equo compenso è l’espressione della dignità dell’ingegnere’
30 05 2016

Puntare su un equo compenso per gli ingegneri attraverso la definizione di parametri minimi fissati per decreto e rigenerare le funzioni degli Ordini professionali, rendendoli un punto di riferimento per gli iscritti.
 
Queste alcune proposte del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) emerse in occasione dell'incontro precongressuale, tenutosi a Roma lo scorso 6 maggio, in cui si è discusso delle 6 diverse tematiche intorno alle quali si svolgerà, dal 22 al 24 giugno prossimo, il Congresso di Palermo.
 
6 temi di dibattito, sintetizzati in una circolare 738/2016, sono stati: Innovazione e professione digitale; Conoscenza, competitività, competenze nel mercato del futuro; Ambiente, sostenibilità, territorio; Professione ingegnere: ruolo e responsabilità; Manifattura 4.0: l’ingegneria alla sfida dell’innovazione e dell’efficienza; Sistemi Ordinistici.
 

Equo compenso e parametri minimi fissati

Per il CNI un equo compenso è l’espressione della dignità dell’ingegnere, ma deve essere strettamente legato a standard qualitativi minimi; per questo si propone che i parametri minimi (validi anche per i committenti privati) siano fissati per decreto e che ci sia un controllo sulla qualità della prestazione erogata.
 
Il Consiglio Nazionale propone anche di introdurre l’obbligo per ciascuna gara pubblica, di adottare la media dell’offerta economica per eliminare i massimi ribassi.
 
Infine si propone lo split payment dal lordo al netto, ovvero evidenziare al committente le diverse componenti che formano la fattura. In questo modo, secondo il CNI, “dovrebbe apparire evidente che l’ingegnere riceve al netto circa la metà di quello che il committente esborsa. E si potrebbe risolvere anche il problema dell’anticipo delle imposte, in caso di mancato incasso”.
 

Ordini professionali: nuovo ruolo 

Il Consiglio Nazionale mira a creare una organizzazione nazionale di rappresentanza che, in similitudine a quanto esiste già (il riferimento è all’associazione nazionale magistrati) abbia una funzione di forte presenza anche sindacale.
 
Inoltre si propone di rigenerare le funzioni dell’Ordine, attraverso azioni di supporto agli iscritti come servizi di consultazione dei bandi, programmi open source per la progettazione e per l’avvio del Bim.
 
Riportare il ruolo dell’Ordine al centro della società, occupandosi di temi di rilevanza sociale quali l’acqua; l’energia; la casa; il dissesto idrogeologico, in una forma libera, e senza condizionamenti.
 
Infine per il CNI le Federazioni devono essere istituzionalizzate e devono rappresentare le istanze della categoria ai tavoli regionali istituzionali, senza ulteriori oneri a carco degli iscritti o degli Ordini.
 

Rinforzare la certificazione delle competenze

Un altro tema di particolare interesse è stato quello delle competenze e della competitività degli ingegneri; a tal proposito il CNI ha proposto interventi mirati a “ridurre la discrezionalità degli atenei nel definire i propri percorsi formativi e degli studenti nel poter “costruire” il proprio piano di studi, così da ottenere da un lato una uniformità a livello nazionale, dall’altro una maggiore preparazione complessiva”.
 
Inoltre per il CNI vanno intraprese azioni di “tutela degli ingegneri iuniores alla luce delle novità normative che semplificano l’accesso alla sezione B dell’albo degli ingegneri per le altre professioni tecniche”.
 
Per il Consiglio Nazionale è importante rinforzare il principio di certificazione delle competenze, attraverso un riconoscimento da parte terza, anche non ingegneri (ad esempio organismi riconosciuti ACCREDIA) per garantire un livello di certificazione in linea con le norme europee.
 
In quest’ottica va sfruttata l’opportunità costituita dall’obbligo dell’aggiornamento, cercando di aumentare la qualità della formazione continua e predisponendo iniziative che rendano sempre più visibile la figura professionale dell’ingegnere e il suo ruolo nella società.
 

L’innovazione della professione

Per favorire la diffusione dell’innovazione il CNI propone di potenziare e integrare i gruppi di lavoro esistenti a livello nazionale che trattano i temi dell’innovazione e incentivare la presenza degli Ordini Provinciali all’interno della Società Civile, negli ambiti tecnologici (ad.es incubatori d’impresa) e nelle commissioni dei Ministeri.
 
Inoltre mira a valorizzare le competenze degli ingegneri dipendenti nelle aziende private (prendendo ad esempio le Aziende di eccellenza nella valorizzazione degli ingegneri) al fine di mantenere un osservatorio permanente sulle tendenze dell’industria italiana.
 
Infine si propone di stimolare la partecipazione dell’ingegnere dell’informazione ai tavoli tecnici e istituzionali di scrittura del protocollo unico del nuovo processo digitale delle informazioni (BIM ed analoghi) perché l’ingegnere dell’informazione rappresenta il fulcro della sicurezza dei dati nell’epoca digitale.
 

Integrazione tra urbanistica e ITC

Il CNI sostiene che per agevolare lo sviluppo della Smart City e contribuire alla creazione di «reti intelligenti» di mobilità ed energia, bisogna realizzare una maggiore integrazione fra la progettazione urbanistica e le tecnologie dell’informazione (ICT).
 
Bisogna inoltre valorizzare il Green Public Procurement (GPP) come strumento di qualificazione e innovazione ambientale per le imprese e introdurre adeguati percorsi di formazione professionale per le amministrazioni, i professionisti e le imprese, specialmente relativi all’attuazione dei «criteri ambientali minimi», divenuti obbligatori ai sensi del nuovo Codice degli Appalti.
 
Attraverso l’azione promossa dal CNI, bisogna promuovere l’elaborazione di un Testo Unico sull’energia e la sicurezza, nonché di una legge nazionale sull’inquinamento luminoso, al fine di consentire una più efficace e omogenea applicazione di tali norme su tutto il territorio nazionale.
 
Promuovere, grazie all’azione del CNI, progetti preliminari di recupero e riqualificazione urbana e di siti strategici o di pregio, sia coinvolgendo la pubblica amministrazione che ricorrendo agli investitori privati, valorizzando l’ingegnere come figura centrale nella prevenzione e gestione del rischio ambientale «globale», specialmente nelle attività rivolte alla pianificazione urbanistica e territoriale, anche attraverso forme di coordinamento con altre figure professionali.
 
Rafforzare il ruolo «sociale» degli ingegneri, promuovendo, nei confronti della collettività, la cultura della sicurezza e della prevenzione del rischio ambientale, anche attraverso programmi didattici da condividere con le scuole.
 

Ingegneria e manifattura 4.0

Il CNI sottolinea l’importanza di avviare rapidamente un’azione di indirizzo e di stimolo affinché i singoli Ordini acquisiscano maggiori competenze in materia di Manifattura 4.0 e Digital Transformation e diventino soggetti attivi nel proprio territorio di riferimento nelle relazioni con gli incubatori di innovazione quali FabLab (Fabrication Laboratory) e Innovation Lab, oltre con le Università e centri di ricerca, nella logica dell’Open innovation.

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